
Un numero importante di società dépose dei segni essendo persuaso che l'accettazione di questo deposito da parte della INPI (istituto nazionale della proprietà intellettuale) ed il pagamento delle tasse corrispondenti permetterà loro di utilizzare questo segno in qualsiasi legittimità.
La INPI, contrariamente ad alcuni uffici di marchi stranieri, non effettua alcuna verifica di anteriorità al momento del deposito ed accetta la registrazione di segni dal momento che nessun terzo forma opposizione.
Di conseguenza, un'impresa che deposita un segno può trovarsi contrefactrice di un segno precedente, senza la conoscenza, ed essere condannata per quella.
In Francia, il deposito è un atto di falsificazione alla stregua dello sfruttamento di un segno contraffatto e la buona fede è inefficace in materia di falsificazione.
I proprietari dei segni precedenti hanno due mezzi per opporsi ad un deposito che considerano come minacciando i loro diritti: la via dell'opposizione dinanzi alla INPI (entro due mesi a partire dalla pubblicazione del deposito del segno nel bollettino ufficiale della proprietà intellettuale), da un lato, e la via contenziosa (dinanzi alle giurisdizioni giudiziarie), d'altra parte.
I rischi incorsi dal nuovo depositante tale ipotesi sono lungi dall'essere trascurabili:
divieto d'uso, spesso sotto obbligazione, del segno depositato per il quale si credeva titolare di diritti;
condanna pecuniaria: in particolare, sarà calcolata in funzione di danno portato al segno primo e della dimensione dell'impiego;
conseguenze indirette che un cambiamento di nome può generare: in particolare riguardo ai clienti dell'impresa.
È dunque consigliato prima di qualsiasi cosa di procedere ad una ricerca di anteriorità. Tali ricerche permettono alle imprese di identificare ed analizzare i rischi eventuali, di neutralizzarli, e di sfruttare in seguito in modo pacifico i segni di cui sono titolari.
fonte: legalbiznext.com
I consigli per realizzare una buona ricerca di anteriorità:
Avant de de commencer les recherches il faut définir précisement les domaines d’activité de sa future marque car la contrefaçon ne concerne que les marques d’une même spécialité. En effet, les plumes Mont Blanc ne contrefont pas les crèmes Mont Blanc ou inversement.
Une fois la spécialité définie les recherches des marques antérieures d’une même spécialité peuvent s’effectuer en grande partie sur internet :
- Bases de donnée des marques déposées de l’INPI: icimarques.com par exemple
- Bases de donnée d’information d’entreprises pour les dénominations sociales : société.com, pagesblanche.fr par exemple
- Bases de noms de domaines : indom.com par exemple
Voila pour l’essentiel. Une recherche dans les noms de commune ou les titres d’ouvrages n’est pas inutile pour ceux qui choisirait un nom de marque fantaisiste.
Le meilleur conseil serait tout de même de se tourner vers un spécialiste : INPI le plus proche, Conseil en propriété intellectuelle …
Morale : Si l’on peut se retrouvé contrefacteur sans le savoir, on peut aussi, et surtout, être l’objet de contrefacteur sans le savoir. Quelqu’un peut déposer la même marque que la votre sans que vous le sachiez. Voilà pourquoi le dépot d’une marque n’est pas une fin en soit mais juste un moyen de protection et de lutte contre des probables contrefacteurs. Il n’est donc pas inutile, quand on dispose de temps et d’argent de mettre en place une surveillance de marques et de dénominations sociales.















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